Consumo responsabile di vino
Consumo responsabile di vino

La strategia europea per combattere il cancro è molto importante per poter ridurre questa piaga sanitaria europea e comprende diverse azioni dalla prevenzione alla ricerca di cure innovative, ai diritti dei pazienti, all’accesso delle cure, alla qualità dell’ambiente e dei luoghi di lavoro per citare solo alcuni capitoli del quadro generale di una vera e propria relazione elaborata dalla Commissione di Membri Parlamentari Europea che prende il nome di BECA (www.europarl.europa.eu/committees/en/beca) . L’importanza di questa strategia per l’interesse comune dei cittadini è enorme perché essa rappresenta l’indirizzo alle politiche ambientali, alimentari e più in generale, di vita quotidiana degli europei per i prossimi anni, inclusi i finanziamenti alla ricerca e alle attività produttive. Gli alimenti e l’alcool non sono esclusi da questa relazione perché considerati fattori di rischio che necessitano di nuove regolamentazioni. E’ qui che prende forza il principio della dieta sostenibile quale approccio integrante le variabili che concorrono a favorire l’insorgere della malattia: l’ambiente, i comportamenti, l’alimentazione. La dieta sostenibile della strategia europea disegna la politica alimentare futura perché dovremo aspettarci trasposizioni legislative che a cascata, nei prossimi anni, cadranno sul settore alimentare una volta approvati nei parlamenti gli stralci di questa strategia. Una concreta politica alimentare che crea opportunità per tutti i settori della filiera se condivisa e compresa ma, anche disagi economici e commerciali se non realizzata in modo responsabile.

Il settore del vino ne ha avuto una dimostrazione in questi mesi e solo grazie alla strategia politica dei nostri rappresentanti in Parlamento europeo si è evitato il peggio di una proposta per molti versi appariva proibizionista e lesionista dell’intero settore perché dettata dal preconcetto che il vino – concedetemi questo semplicismo –  in quanto contenitore di alcool è a priori cancerogeno. Le votazioni del 16 febbraio sulle sezioni della relazione relative alle bevande alcoliche hanno permesso di approvare degli emendamenti costruttivi  che permettono di distinguere cos’è il consumo moderato e dannoso, stabilire il principio di consumo dannoso quale obbiettivo della strategia comunitaria, utilizzare messaggi in etichetta informativi, limitare le sponsorizzazioni ad eventi di minori. Sembra proprio che abbia vinto il buon senso, come scrivono Federvini e UIV (https://winenews.it/it/cancer-plan-ue-via-libera-agli-emendamenti-salva-vino-il-plauso-di-tutta-la-filiera_462339/ ) ma il percorso di allineamento del settore del vino alla politica alimentare del futuro è molto lungo e richiede attenzione politica, conoscenza tecnica e scientifica per la gestione dei rischi che nascono dalle proposte legislative. A titolo di esempio, anche solo la scelta dell’informazione sul consumo responsabile da apporre sull’etichetta che potrebbe sembrare banale, verte a risultati molto diversi se non studiata correttamente dal punto di vista scientifico e poi trasposta in norma tecnica adeguata al consumatore e alla cultura del territorio (vedi recente ricerca svizzera pubblicata sulla rivista Food Quality and Preference da Staub et al, 2022).

Per chi si occupa di sostenibilità come noi nulla di nuovo perché tutti quegli emendamenti di buon senso sono già contenuti nei requisiti di conformità alla certificazione che abbiamo sviluppato e proponiamo alle aziende.

Concludo nel ringraziare i nostri rappresentanti in Parlamento e nel porgere una preghiera ai produttori di vino certificati sostenibili “oggi più di ieri dovete cambiare strategia di comunicazione: la sosteniiblità va comunicata incluse le vostre azioni sul consumo responsabile perché così facendo farete squadra rendendo più efficace l’azione del governo politico”.