
Nel panorama vitivinicolo italiano, l’impegno per la sostenibilità non è più un elemento accessorio, ma una scelta strategica e culturale che definisce l’identità stessa delle aziende. Tenute Nicosia, che da anni aderisce al Programma VIVA “La sostenibilità nella vitivinicoltura in Italia”, rappresenta un esempio concreto di questa evoluzione, portando avanti da anni un percorso coerente che coniuga innovazione, rispetto per l’ambiente e valorizzazione del territorio.
La partecipazione al Vinitaly 2026 ha rappresentato un momento chiave di confronto con gli esperti del Team VIVA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e per condividere questa visione con un pubblico internazionale sempre più attento ai temi della responsabilità ambientale. In fiera, Tenute Nicosia ha raccontato il proprio approccio alla sostenibilità, che a partire dall’adozione del protocollo dell’agricoltura biologica certificata, coinvolge tutti gli aspetti dell’attività aziendale: investimenti in tecnologie a basso impatto, una gestione consapevole delle risorse e la riduzione delle emissioni lungo tutta la filiera, elementi oggi sempre più centrali nel dialogo con consumatori e stakeholder. Ogni scelta riflette una visione integrata che guarda al futuro senza perdere il legame con la tradizione.

L’amore per il territorio e la sua storia, caratterizza anche l’impegno di Tenute Nicosia nel progetto di recupero dei vitigni reliquiadell’Etna. Nel nuovo campo sperimentale di contrada Monte Gorna, sono stati piantati una decina di antichi vitigni autoctoni cosiddetti reliquia, per la salvaguardia e la ricerca sulle varietà a rischio di estinzione. L’iniziativa di Tenute Nicosia rientra nell’ambito del progetto dell’Università degli Studi di Catania al quale lavora, ormai da tempo, la professoressa Elisabetta Nicolosi del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente. Grazie a questa collaborazione, sono stati recuperati alcuni antichi vitigni autoctoni in via di estinzione nel territorio dell’Etna, presenti in pochi ceppi per ogni varietà. Le viti rappresentano una vera e propria Banca del Germoplasma e sono state caratterizzate dal punto di vista genetico per cercare di valutarne il potenziale enologico. Con la collaborazione dell’IRVO (Istituto Regionale del Vino e dell’Olio), del Consorzio Etna Doc e con il coinvolgimento di alcuni produttori del territorio, si sta provando a re-immettere i vitigni reliquia nei vigneti dell’Etna. Grazie al lavoro dell’agronomo di Tenute Nicosia Alessandro Lo Genco, a Monte Gorna sono stati piantati i seguenti vitigni: barbarossa, terribile, moscatella nera, vispara, virdisi, bianchetta, madama nera, madama bianca e minnella bianca.
All’interno di una visione di valorizzazione del territorio e delle sue origini, Tenute Nicosia ha presentato a Vinitaly la selezione dei vini di Vittoria con un restyling grafico dedicato a Hybla, un’antica colonia greca della Sicilia Orientale (Ὕβλα Ἡραία). Una scelta che sottolinea l’indissolubile legame della cultura della vite con queste terre. La nuova linea Hybla propone una gamma di etichette che esprimono in modo autentico il carattere dell’area di Vittoria, con rossi fragranti, delicati e moderni, come il Cerasuolo Vittoria Docg BIO e il Sicilia Doc Frappato BIO; rossi più classici come il Sicilia Doc Nero d’Avola BIO e il Sicilia Doc Syrah Bio, infine, il Sicilia Doc Grillo Bio, un bianco fresco e sapido. La gamma dei vini della tenuta di Noto si arricchisce di una nuova etichetta. A Passoluna Rosso e Passoluna Bianco, si affiancherà Passoluna Bianco Mosso, realizzato con uve insolia e moscato di Noto.

Il concetto di sostenibilità, non si esaurisce nelle pratiche agricole e produttive: è anche un modo di vivere e raccontare il vino, creando occasioni di incontro autentico con il territorio. In questa prospettiva si inserisce l’evento estivo “Bolle in vigna”, un appuntamento che unisce convivialità, cultura e paesaggio sotto il segno del Metodo Classico, una delle punte di diamante di Tenute Nicosia, che da oltre 15 anni produce spumanti sull’Etna con i vitigni autoctoni nerello mascalese e carricante, con affinamenti che arrivano a 60 mesi. Durante l’estate, tra i filari ai piedi del Monte Gorna, sul versante sud-est del vulcano, “Bolle in vigna” offrirà ai partecipanti un’esperienza immersiva fatta di degustazioni di spumanti, momenti musicali e narrazione del territorio. Un’iniziativa che valorizza la dimensione esperienziale del vino e rafforza il legame tra produttore e consumatore, promuovendo al tempo stesso un turismo enogastronomico sostenibile e consapevole. Eventi come questo dimostrano come la sostenibilità possa diventare anche un linguaggio capace di coinvolgere, emozionare e creare valore condiviso. Tenute Nicosia continua così a tracciare un percorso in cui qualità, responsabilità e innovazione si intrecciano, contribuendo a costruire un modello di sviluppo più equilibrato per il settore vitivinicolo.
