La neutralità carbonica in vitivinicoltura: il programma VIVA e la certificazione ISO 14068
25 Marzo 2026
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La norma ISO 14068, nata nella cornice internazionale della COP28 tenutasi a Dubai, Emirati Arabi, nel 2023, delinea un approccio standardizzato per raggiungere e dimostrare la “neutralità carbonica “, ovvero il raggiungimento di un equilibrio tra le emissioni e l’assorbimento di anidride carbonica. La norma, applicabile a organizzazioni e prodotti, sia beni che servizi, è stata concepita per basarsi sugli standard internazionali esistenti che trattano la quantificazione e la rendicontazione dei gas serra, come la ISO 14064-1 e la ISO 14067. Un percorso verso la neutralità carbonica prende sempre le mosse dal calcolo della Carbon Footprint, di organizzazione o di prodotto.

Di neutralità carbonica si parla da anni, come della possibilità per una azienda di raggiungere l’equilibrio tra emissioni e assorbimento di carbonio esclusivamente attraverso il ricorso alla compensazione, ovvero l’acquisto di crediti di carbonio derivanti da progetti nazionali e internazionali. Ciò significa che una azienda poteva dichiarare di aver neutralizzato le proprie emissioni senza aver messo in campo azioni di effettiva riduzione delle stesse.

Secondo la nuova norma ISO 14068, invece, l’ente, per dimostrare di aver avviato un percorso di neutralità carbonica, deve attuare misure secondo la seguente gerarchia:

  1. riduzione delle emissioni di gas a effetto serra all’interno del perimetro del soggetto;
  2. miglioramento della rimozione dei gas serra all’interno del perimetro del soggetto;
  3. compensazione dell’impronta di carbonio, attraverso l’acquisto di crediti di carbonio.

La norma richiede alle aziende di misurare le emissioni secondo la ISO 14064/67, cioè avere un inventario delle emissioni solido e verificabile; e, sulla base di questo inventario, dimostrare un processo di miglioramento continuo, cioè mettere in atto azioni di riduzione e rimozione misurabili e tracciabili nel tempo.

Le aziende vitivinicole certificate VIVA sono di fatto già inserite in un percorso di neutralità carbonica. Infatti con l’indicatore ARIA misurano la propria impronta carbonica secondo la metodologia di calcolo descritta nel Disciplinare VIVA, redatto in conformità con la ISO 14064. Inoltre alle aziende che aderiscono al programma VIVA è richiesto di mettere in campo azioni concrete per ridurre le proprie emissioni: è per questa ragione che sono tenute a presentare un Piano di Miglioramento in cui sono elencate le azioni che si vogliono intraprendere. Allo scadere della certificazione VIVA, per poterla rinnovare, dovranno dimostrare di aver attuato almeno una di queste azioni. Oltre alle azioni di riduzione delle emissioni, nel settore vitivinicolo le aziende possono svolgere attività di gestione sostenibile del verde per aumentare la capacità di assorbimento del suolo e della vegetazione presenti nei suoi confini. Il carbon farming è un approccio che ha l’obiettivo di ottimizzare la cattura del carbonio, implementando pratiche note per migliorare la velocità con cui la CO2 viene rimossa dall’atmosfera e immagazzinata nel materiale vegetale e/o nella materia organica del suolo.

IL CASO STUDIO

La Livio Felluga S.s. Soc. Agr. è impegnata da anni in un percorso di sostenibilità, all’interno del quale ha ottenuto la certificazione VIVA per le annualità 2017, 2020 e 2022 e sta lavorando al periodico rinnovo. Grazie all’adesione al programma VIVA, ha aumentato la consapevolezza dell’impatto ambientale e climatico delle sue attività produttive e lo sta gradualmente riducendo, attraverso l’adozione di misure previste nei Piani di Miglioramento elaborati. Tra queste azioni vi sono una serie di interventi volti a contenere i consumi di energia elettrica, come la realizzazione di diversi impianti fotovoltaici sulle strutture aziendali, la sostituzione di lampade con dispositivi a LED e l’utilizzo di gruppi frigoriferi ad alta efficienza, oltre all’acquisto esclusivo di energia elettrica rinnovabile certificata; per quanto riguarda invece i consumi termici, è stato eseguito un intervento di isolamento termico degli uffici. Con l’adozione di queste ed altre misure, le emissioni di gas serra sia assolute (in tonnellate di CO2 eq) che relative (in tonnellate di CO2 eq per litro di vino prodotto) sono diminuite tra la prima e l’ultima certificazione di circa il 50%.

Inoltre l’azienda, consapevole del potenziale di rimozione delle emissioni insito nella gestione sostenibile della vite e di tutte le aree naturali e agricole presenti all’interno del suo territorio, già a partire dal 2021 ha avviato un percorso di neutralità carbonica, all’interno del quale è stato stimato questo potenziale. Le attività di gestione sostenibile del verde sono state: la riduzione del calpestio meccanico provocato dalle macchine agricole, che può provocare compattamento ed erosione del suolo diminuendo la sua capacità di catturare carbonio; l’inerbimento di alcune aree di colture permanenti, che permette di mantenere ed incrementare il livello della sostanza organica nei suoli; e la pianificazione ed attuazione di interventi di manutenzione regolari della superficie boschiva, che favoriscono il mantenimento dell’efficienza dell’ecosistema forestale e, di conseguenza, un maggiore stoccaggio di carbonio. L’insieme di queste azioni consentono all’azienda di aumentare ogni anno l’assorbimento di carbonio atmosferico, compensando in questo modo parte delle emissioni causate dal processo produttivo.

L’azienda inoltre, con la consapevolezza che il vigneto, oltre a essere un sistema produttivo, si comporta anche come un ecosistema “vivo” e attivo nel ciclo del carbonio, ha voluto calcolare, basandosi su dati di letteratura e su un valore medio di assorbimento di un vigneto in questa area geografica, la significativa quantità di CO2 naturalmente assorbita durante l’anno, pur constatando che, secondo la normativa attuale, tali assorbimenti, in quanto “non addizionali” non possono essere usati per un bilancio di neutralità.

Una volta messi in campo tutti gli sforzi sopra elencati, la Livio Felluga S.s. Soc. Agr., in linea con l’approccio gerarchico richiesto dalla ISO 14068, valuterà la possibilità di compensare le eventuali emissioni residue comprando crediti di carbonio provenienti da un portafoglio di crediti provenienti da progetti internazionali, sviluppati e certificati in conformità ai principali standard riconosciuti. La scelta dei progetti sarà fatta in base alla coerenza con la strategia di comunicazione aziendale.

Si evidenzia comunque che il percorso di neutralità carbonica intrapreso dalla Livio Felluga S.s. Soc. Agr. è un percorso principalmente di miglioramento continuo, lungo il quale l’impronta di carbonio del processo produttivo viene ridotta implementando parallelamente le azioni di riduzione delle emissioni e quelle di miglioramento della capacità di assorbimento, diminuendo quindi la necessità di adottare azioni di compensazione.  

DESAM Ingegneria e Ambiente - Rete Vini Sostenibili