Monitoraggio Innovativo del Carbonio nel Vigneto: la Via della Sensoristica Avanzata
17 Dicembre 2025
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La viticoltura italiana sta vivendo una fase di profonda trasformazione, in cui sostenibilità e adattamento ai cambiamenti climatici rappresentano priorità strategiche per la gestione del vigneto. Nel convegno “Le Nuove Direttrici per la Sostenibilità in Vitivinicoltura”, organizzato nell’ambito del programma VIVA, tenutosi il 21 novembre presso le Cantine Nicosia a Trecastagni (CT), è stato avviato un confronto sulle pratiche agronomiche e gestionali più efficaci per rafforzare la sostenibilità ambientale e la resilienza del settore.

Il mio intervento, dedicato alla “Sensoristica avanzata per il monitoraggio del sequestro del carbonio in pianta e nel suolo”, ha messo in evidenza l’importanza di adottare metodologie non distruttive e ad alta risoluzione per quantificare in modo affidabile l’accumulo di carbonio. Uno degli indicatori centrali della sostenibilità nei sistemi viticoli e un parametro sempre più rilevante anche in vista delle opportunità offerte dal crescente mercato del carbon farming.

La misurazione precisa dello stock di carbonio (C) richiede la valutazione di due comparti fondamentali: la biomassa aerea (Above-Ground Biomass, AGB) della vite e il Carbonio Organico del Suolo (Soil Organic Carbon SOC). I metodi tradizionali presentano limiti significativi: per la Pianta si ricorre spesso al campionamento distruttivo (abbattimento della pianta) o all’utilizzo di funzioni allometriche che, pur essendo non distruttive, sono spesso specifiche per cultivar, sistema di allevamento e condizioni locali, limitandone l’applicabilità generale; per il Suolo: il campionamento con trivella e le analisi chimiche in laboratorio (es. combustione secca LECO) sono accurate ma lente, costose e offrono solo una visione puntuale e limitata del vasto ecosistema del suolo.

Per superare questi ostacoli, la ricerca si sta focalizzando sull’integrazione di tecnologie avanzate, capaci di fornire dati continui e ad alta frequenza spaziale e temporale. Invece di abbattere la pianta, i sensori permettono di misurare i parametri chiave per stimare l’accumulo di biomassa e carbonio:

  • Dendrometri: strumenti di precisione che misurano le variazioni di diametro del fusto (DBH) o del cordone. Queste misurazioni forniscono un dato non distruttivo e continuo sulla crescita netta del ceppo della vite, consentendo di stimare l’accrescimento della biomassa in tempo reale.
  • LIDAR (Light Detection and Ranging): può essere utilizzato per ottenere una ricostruzione 3D della chioma e del ceppo, permettendo una stima accurata e non distruttiva della geometria e, di conseguenza, della biomassa totale.

Per il Carbonio Organico del Suolo (SOC), la sensoristica consente di passare da analisi puntuali a mappature continue e dinamiche:

  • Spettroscopia nel Vicino Infrarosso (NIR): questa tecnica misura la riflettanza del suolo in specifiche bande spettrali per stimare il contenuto di SOC in modo rapido, non distruttivo ed economico. Sebbene richieda una calibrazione con dati di laboratorio, il NIR è una soluzione scalabile per monitorare vaste aree di vigneto.
  • Geostatistica e Machine Learning: la combinazione dei campioni fisici con variabili ambientali e i dati dei sensori (Digital Soil Mapping – DSM) permette di creare mappe continue del SOC, utilizzando modelli predittivi come per stimare la distribuzione spaziale e quantificare lo stock di carbonio per ettaro.

L’adozione di strumenti di monitoraggio avanzato non è più soltanto un’opzione innovativa, ma un requisito per garantire una gestione del vigneto realmente sostenibile e tracciabile. I dati continui su biomassa e SOC permettono di orientare le scelte agronomiche e, soprattutto, di quantificare con rigore il sequestro di carbonio. In questo modo si crea una base oggettiva e verificabile, indispensabile per partecipare ai programmi di carbon farming e per supportare in modo credibile i percorsi aziendali indirizzati verso la carbon neutrality.

Questa metodologia risponde perfettamente all’esigenza di misurazione del Programma VIVA promosso dal Ministero dell’Ambiente. I dati continui e verificabili sulla dinamica del SOC e sul sequestro di carbonio in pianta forniscono un fondamento solido e oggettivo per il calcolo dell’indicatore ARIA (Impronta Carbonica) e per l’ottimizzazione dell’indicatore VIGNETO, superando i limiti dei metodi di campionamento tradizionali e garantendo la massima accuratezza richiesta dai Disciplinari Tecnici VIVA.

Investire in questi metodi significa dotare la filiera vitivinicola degli strumenti per dimostrare la propria leadership nella sostenibilità ambientale, un valore sempre più richiesto dai consumatori e dal mercato globale.

TAKE HOME MESSAGES

La sostenibilità non si dichiara: si misura – Solo dati verificabili su biomassa e carbonio organico del suolo permettono di dimostrare la reale capacità del vigneto di sequestrare carbonio, consolidando un percorso di sostenibilità autentico e misurabile.

Per ogni Vigneto una Strategia di Monitoraggio – Dalla scala satellitare alla sensoristica in vigneto, le tecniche per il monitoraggio del carbonio sono varie e si possono integrare per individuare la soluzione migliore per ogni azienda.

Università degli Studi della Tuscia